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Vincent Audio: la storia di una collaborazione vincente

vincent
Vincent è un marchio tedesco molto in voga fra i puristi del suono, visto l’elevato livello qualitativo dei suoi prodotti prettamente hi-fi: se all’inizio la fama dell’azienda tedesca era dovuta principalmente ai prodotti rivolti al mercato dell’alta fedeltà, come dimostrano i numerosi premi internazionali ottenuti, con il passare degli anni l’assortimento della gamma è cresciuto sia in ampiezza che in profondità, tanto che sono stati messi a catalogo sempre più diffusori, amplificatori, preamplificatori e tutti quegli strumenti necessari alla creazione e all’assemblaggio di un impianto audio fai da te.
La storia di Vincent parte nel 1995 e ruoterà tutta attorno al legame con la Cina, da quando il fondatore del brand, l’ingegner Uwe Bartel, avviò la produzione. Girando nel Paese del dragone, l’ingegnere si trovò fra le mani un amplificatore ibrido rigorosamente “Made in China” ed unico nel suo genere per via della qualità delle valvole. Inizialmente, cercò di “replicare” il prodotto in Germania: essendo però troppo alti i costi di produzione, ne vennero ordinati alcuni esemplari dalla Cina. Risultato fu che la qualità degli amplificatori era ottima, sia nei materiali utilizzati che nella diffusione del suono, ma i manuali a corredo risultavano tutt’altro che soddisfacenti. E così, nel 1996, l’ingegner Uwe Bartel si recò nuovamente in Cina per visitare lo stabilimento e dopo aver fatto una panoramica generale sullo stato delle cose, segnalò i punti di debolezza del prodotto con i relativi suggerimenti per migliorarlo. Il nome scelto per i primi due prodotti, nello specifico un preamplificatore e un finale, fu “Vincent”.
E da lì, con l’avvio della distribuzione del prodotto in Europa, più per hobby che per business, nacque la sua visione imprenditoriale che consisteva nel rendere l’alta fedeltà fruibile a tutti, con altoparlanti dall’alto livello qualitativo, ma a prezzi contenuti. Tutto questo, in netta antitesi con gli altri brand tedeschi che puntavano su design tutt’altro che minimalisti e su un prezzo poco abbordabile. Da buon tedesco, infatti, l’ingegner Uwe Bartel era dell’idea che la ricerca della qualità del suono fosse imprescindibile per il successo di un oggetto hi-fi e che l’accontentarsi di poco, spendendo il minimo, fosse antitetico al concetto di “alta fedeltà”.

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E fu proprio grazie al forte rapporto con “il Paese della seta” che Vincent riuscì ad abbassare i costi di produzione e il prezzo finale. Come? Semplicemente delocalizzando la produzione in Oriente (pionieri anche sotto questo aspetto), ma seguendola step-by-step dalla Germania, a partire dalla fase di progettazione. Più precisamente, con l’aiuto di altri ingegneri, il progettista e fondatore di Vincent iniziò la produzione per il mercato europeo ponendo particolare attenzione alla semplicità dei circuiti, ai test di sicurezza e all’elevato livello qualitativo dei materiali e del suono prodotto. Se quindi il concept di prodotto di Vincent è tipicamente tedesco, la parte esecutiva è cinese al 100%.
Dopo i primi anni, il brand tedesco cominciò a creare progetti propri, non limitandosi solo alla modifica dell’architettura rispetto al progetto cinese. E questa è la storia di Vincent, azienda particolarmente affermata nel ramo degli hi end abbordabili: a buone idee tedesche (ed europee) si affiancano costi di produzione bassi, tipici del “Made in China”
In linea di massima, il catalogo di questo marchio tedesco integra tre macro-categorie:
• prodotti per creare impianti hi-fi valvolari;
• prodotti appartenenti alla categoria “a stato solido”;
• prodotti appartenenti alla categoria “audio-video multicanale” per gli appassionati di cinema.
Per quanto riguarda gli amplificatori, caratterizzati da forme tradizionaliste, il target di riferimento è costituito dagli audiofili che non cercano compromessi, ma soluzioni uniche per potenza e qualità del suono, specialmente nei modelli entry level. A tal proposito, il finale di potenza, VINCENT SP-331 MK, incarna forse meglio di altri prodotti questi valori: con i suoi 150 watt (e i suoi 22 kg), parliamo di un amplificatore di tipo parzialmente valvolare (per la precisione ibrido, visto che lo stadio a valvole è seguito da uno stadio di uscita a transistor) che lavora in classe A (o meglio AB, visto che 10 Watt appartengono alla classe A e 140 alla B), e che è disponibile ad un prezzo tutto sommato accessibile, viste le sue ottime performance sonore: dopo il classico rodaggio (48 ore di uso effettivo), lo sbilanciamento verso l’alto sarà solo un ricordo che lascerà spazio ad un suono dettagliato e potente che si esalta con le frequenze medio-basse. Per chi desidera un ascolto “non affaticato”, il modello VINCENT SP-331 MK saprà soddisfare in pieno le aspettative.
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E oggi? C’è da dire che Vincent rappresenta uno dei produttori di punta nel mercato della riproduzione musicale. Ciò che contraddistingue i modelli Vincent, sia nei modelli più di nicchia che negli apparecchi più accessibili, è l’alto livello qualitativo della riproduzione del suono e il design volontariamente spartano e lineare.
In riferimento alla crescita in ampiezza e profondità della gamma di Vincent, vale la pena sottolineare quanto la produzione di questo brand sia eterogenea: si va da tutto quello che può suscitare l’interesse degli audiofili, come i lettori cd/dvd/blu-ray, i preamplificatori, gli amplificatori integrati/amplificatori finali, i convertitori D/A, le cuffie e tutti gli accessori multimediali inerenti all’alta fedeltà con le sue elettroniche, fino ad arrivare ai tavolini e ai cavi, passando per i condizionatori di rete. In tutti i prodotti, nonostante le diversità nel design, la filosofia aziendale è sempre quella di soddisfare appieno le esigenze dei consumatori in maniera sobria ed elegante. Insomma, Vincent è uno di quei marchi che siamo orgogliosi di mettere nel nostro catalogo.

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