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Nad: quando l’alta fedeltà diventa sostanza.

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NAD e i suoi amplificatori di elevata qualità sonora dal design essenziale.

Le origini di NAD e il successo dell’amplificatore NAD 3020:

con una storia trentennale alle spalle, NAD (acronimo di New Acoustic Dimension, Nuova Dimensione Acustica) è un’azienda considerata dagli audiofili più esigenti come una pietra miliare della storia e della produzione di apparecchiature Hi-Fi di grande potenza ed amplificatori. Originariamente fondata a Londra, oggi appartiene al gruppo industriale “Lenbrook Group” e la sua sede è in Canada, precisamente a Pickering nell’Ontario. Il motto di NAD, “Ci concentriamo sull’interno, dove conta”, non è cambiato nel corso degli anni, tanto che dall’ingresso nel settore audio, datato 1972, il suo successo è rimasto intatto sia nell’eccellenza del suono che nella progettazione intelligente, dovuta al binomio inscindibile di grande potenza in dimensioni contenute.

Partendo proprio da questi valori, il mitico NAD 3020, disegnato da Bjørn Erik Edvardsen (direttore dell’ufficio Advanced Development), era divenuto verso la fine degli anni ’70 l’amplificatore per antonomasia: su scala globale furono infatti venduti 1 milione di esemplari. Ebbene, è proprio questo il prodotto che ha contribuito a far conoscere l’azienda a livello internazionale, sapendo rappresentare al meglio la filosofia dei progettisti, i quali si focalizzano ancora oggi più su quelle componenti della “macchina” che fanno la differenza sulla diffusione del suono piuttosto che sul design e sulla componente estetica, comunque non trascurata ma forse volontariamente minimalista. Se in quegli anni la filosofia dei produttori prevedeva che i pannelli frontali e posteriori degli amplificatori fossero pieni di circuiti complessi e di numerosi controlli il più delle volte inutilizzati, il merito dei progettisti di NAD fu quello di ribaltare questa tradizione, semplificando ai minimi termini la struttura degli interni degli amplificatori e riducendo di fatto il percorso del segnale. L’azienda ha di fatto sempre puntato sul perfezionamento dei suoi circuiti per ridurre al minimo la distorsione e per incrementare al massimo il livello di potenza.

E tutto questo si è tradotto in successo vorticoso anche con i successivi amplificatori integrati che, ieri come oggi, incorporano componenti di prima scelta e circuiti ad ampia gamma dinamica.

Sulla scia del mitico NAD 3020, vennero fuori svariati modelli, fra cui il NAD C 375BEE, il NAD C 356BEE, il NAD C 326BEE e il NAD C 316BEE. Ciò che accomuna questi modelli è la volontà dell’azienda di raggiungere ulteriori miglioramenti, anche dopo aver ottenuto i consensi degli audiofili più appassionati e le recensioni positive dalla critica.

Forniamo perciò una panoramica generale su tutti e 4 gli amplificatori e per i dettagli vi rimandiamo al catalogo, dove potrete consultare anche il resto dell’ampia gamma dinamica:

NAD C 375BEE:
375bee
un modello, il cui telaio è interamente in acciaio con lamelle in rame. Come da filosofia aziendale, i suoi circuiti sono progettati con la massima attenzione per ridurre al minimo le distorsioni, in modo da offrire il meglio in termini di performance. Non è un caso se per via dell’ottima componentistica, il NAD C 356BEE è in grado di competere con modelli decisamente più costosi. Tutto questo perché l’azienda è assai selettiva nei test di controllo delle performance, come si evince dal ricorso all’FDP (full disclosure power) che valuta il livello di distorsione nelle condizioni più estreme per mantenere una distorsione dichiarata pari a 4 ohm. Ottimo anche il livello di sicurezza, visto che è integrato il circuito NAD “Soft Clipping” che va in funzione quando l’amplificatore raggiunge la saturazione. Siccome, opera limitatamente ai picchi d’onda riproduce al meglio il segnale musicale.

Non mancano poi i controlli di tono, il cui ruolo di fondo consiste nella correzione alla risposta generale: spesso il circuito dei controlli di tono viene sottovalutato dalle case produttrici che decidono di non inserirlo. Nel modello in questione, i controlli di tono agiscono limitandosi alle estremità della gamma di frequenze: essendo però toni escludibili è possibile non ricorrere al circuito pigiando l’apposito pulsante. Ricordiamo infine che il modello NAD C 375BEE dispone di apposito telecomando che rende più intuitivo il suo funzionamento e che chi desiderasse effettuare espansioni può contare sul fatto che la sezione pre è separabile da quella finale. Insomma, il massimo delle prestazioni abbinate ad un altissimo livello di flessibilità.

NAD C 356BEE:
356bee
rispetto al modello precedentemente citato, si nota un incremento nelle performance dell’amplificatore ed una riduzione dell’impatto ambientale. La struttura è sempre di tipo modulare è priva di materiali pesanti (l’ossatura è costituita da sostanza riciclabili) ed il livello di personalizzazione resta elevatissimo, proprio per soddisfare le richieste di una domanda che intende vedere i diffusori esprimersi alle massime potenzialità. Come nel caso precedente viene integrato il sistema-circuito Soft Clipping che abbassa al minimo i rischi dei danni potenziali agli altoparlanti che possono verificarsi nelle circostanze di esposizione prolungata alle alte potenze.

Elevata potenza dinamica e continua (80 W), circuiti progettati con attenzione al particolare ed in grado di competere con quelli di amplificatori molto più costosi e potenti, riduzione del livello di rumore e di distorsione, ottenuti sempre tramite test selettivi FDP dell’azienda, ed infine alta resa sonora: sono questi i valori che descrivono nel modo migliore le qualità di questo amplificatore che, più di ogni altro, è la soluzione ideale per chi desidera ridurre al minimo i consumi energetici, visto che il consumo in standby si aggira attorno a 0,5 W. I più sensibili al risparmio energetico potranno poi avvalersi dell’interruttore generale per spegnerlo in caso di inutilizzo prolungato.

NAD C 326BEE:
326bee
le dimensioni contenute e la leggerezza nel peso rendono questo modello un gioiellino di amplificatore con una resa coerente all’ascolto. Il totale controllo dei diffusori, il notevole numero di funzioni -molte delle quali in comune con gli altri due modelli esaminati (telecomando, accensione sincronizzata dei componenti accessori e la possibile espansione di sistema)- e i miglioramenti sostanziali apportati ai circuiti hanno contribuito a far apprezzare questo amplificatore di fascia economica, proprio come il prossimo modello che andiamo a descrivere.

NAD C 316BEE:

il fatto che sia uno degli amplificatori più economici, non deve trarre in inganno, visto che complessivamente la potenza, le caratteristiche e le performance non sono state ritoccate al ribasso da NAD. Anzi, i 6 ingressi di linea gestibili da telecomando con controlli per lettori CD NAD e l’ottimizzazione automatica dei parametri dell’alimentazione per ottenere potenza e bassa distorsione ci dimostrano come sia possibile portarsi a casa un ottimo amplificatore, potendo contare su un budget ristretto.

Come abbiamo visto, in termini di innovazione tecnologica, NAD è particolarmente sensibile ai cambiamenti come si vede in molti modelli, fra cui ne scegliamo uno in particolare:

NAD C 390DD:

è con l’avvento del NAD C 390DD, il primo amplificatore stereo integrato, che il costruttore originariamente britannico, ma oggi canadese, ha saputo catturare l’attenzione di coloro che si stanno indirizzando verso la musica liquida. Il NAD C 390DD presenta una struttura modulare per garantire l’installazione delle schede di aggiornamento: per essere precisi, questo modello è costruito con tecnologia Modular Design Construction (MDC) che permette di eseguire in tutta comodità sia aggiornamenti di tipo hardware tramite appositi moduli che i tradizionali upgrade firmware. Catalogarlo però solo come semplice amplificatore sarebbe fin troppo riduttivo, soprattutto alla luce delle sue svariate funzionalità che si adattano alla perfezione dei più fini audiofili: citiamo infatti la riproduzione file audio fino a 96kHz /24 bit, l’amplificazione stereo “Direct Digital” 2 x 160W su 8 Ohm e il modulo MDC DAC con USB asincrona per gestione file 24/92 che garantisce il collegamento con qualsiasi postazione multimediale. Restando nell’ambito connessioni, vi sono ovviamente i tradizionali ingressi USB con cui è possibile connettere pendrive e dischi rigidi per la riproduzione dei file audio, 2 uscite pre-out subwoofer, un ingresso per modulo di estensione IR, presa trigger 12V e per concludere presa RS-232C per il controllo “home automation”. Tirando le somme, nel NAD C 390DD nulla è lasciato al caso e tutto è curato nei dettagli, visto che in fase d’ascolto non occorrono particolari uditive per identificare.

Conclusioni: anno dopo anno, NAD ha aumentato la gamma dei suoi prodotti sviluppando, oltre ad hi-fi, preamplificatori ed amplificatori, anche sintoamplificatori A/V per home cinema, giradischi, lettori Blu-ray di nuova generazione, convertitori e accessori multimediali.

Insomma, chi desidera godersi una felice serata d’ascolto abbinata a quell’illusorio realismo di partecipazione dal vivo ad un concerto, troverà in ogni prodotto NAD il massimo dell’affidabilità senza compromessi nelle prestazioni.

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