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Il fascino dell’amplificatore


L’amplificatore è senza dubbio uno dei componenti HI-Fi che più attira le attenzioni degli appassionati di alta fedeltà.
Probabilmente è un’attrazione dovuta ai caratteri di forza, di potenza, di energia pulsante che questo componente evoca durante il suo funzionamento. Sta di fatto che molti appassionati hanno una vera e propria mania collezionistica di questi oggetti. L’amplificatore, assieme probabilmente alle casse acustiche, è il componente che più caratterizza la “voce” dell’impianto hi-fi. Questo perché le combinazioni realizzative degli amplificatori sono virtualmente infinite.

Si pensi che gli amplificatori possono essere integrati o a due telai (preamplificatore e finale di potenza); a stato solido (ovvero con finali a transistor) oppure a valvole; in classe A, AB, B, C, D, T; a triodo, a pentodo, a tetrodo, single ended, single ended parallelo, push pull per i valvolari; ibridi, ovvero con sezione preamplificatrice a valvole e finale a stato solido.

Se poi consideriamo il fatto che sui valvolari vi è la diffusa abitudine del retubing, ovvero della sostituzione delle valvole originali con altre di produzione diversa, sia di nuova generazione che di vecchia – queste ultime vengono chiamate NOS (New Old Stock) – ci si può facilmente rendere conto della grande possibilità di personalizzazione che questo componente della catena audio permette all’amatore.
L’amplificazione, quindi, consente all’audiofilo di “giocare” e di costruire il suono del suo impianto alternando elementi, cambiando valvole, provando nuove sinergie tra diversi preamplificatori e finali di potenza.

Nella scelta dell’amplificatore l’appassionato dovrà sicuramente stabilire un budget di spesa iniziale e decidere se rivolgersi al mercato del nuovo o a quello dell’usato. Come si accennava sopra, l’amplificatore è il componente che l’audiofilo sostituisce con maggiore facilità; per questo motivo il mercato dell’usato è saturo di macchine messe in vendita da privati e quindi ricco di opportunità, spesso di veri e propri affari. Basta guardare le inserzioni nelle riviste di settore o fare una ricerca veloce su internet. Tuttavia l’acquisto di un prodotto nuovo, quindi soggetto alla garanzia di legge, dà senza dubbio motivi di maggiore serenità all’acquirente.

Un elemento fondamentale nella scelta dell’amplificatore è il sistema di altoparlanti a cui verrà collegato. La cosa più importante è conoscerne la sensibilità. A parità di potenza dell’amplificatore, infatti, un diffusore più sensibile sarà pilotato con maggiore facilità di un’altro con una sensibilità più bassa. C’è da dire, però, che anche con diffusori a sensibilità alta, come ad esempio 90 o più dB, occorre valutare la grandezza e la quantità dei woofer impiegati per le basse frequenze.
Una coppia di woofer richiederà di certo più corrente all’amplificatore, anche se la sensibilità è alta; per questo l’amplificatore avrà comunque bisogno di una buona riserva di potenza. Ove questa fosse insufficiente ci sarebbero sicuramente problemi con il rendimento soprattutto alle basse frequenze, con la riproduzione di un mediobasso lento e impastato.
Su questo punto si può fare una distinzione tra le due principali tipologie di amplificatori. I valvolari, rispetto agli amplificatori a stato solido e a parità di valori di targa, riescono a erogare una potenza maggiore.
Lo stato solido, quando è sottodimensionato e viene spinto oltre i suoi limiti costruttivi, mostra un indurimento alle alte frequenze che all’orecchio umano risulta assai fastidioso. Questo è dovuto a una diversa modulazione armonica delle distorsioni.
Non è questa sicuramente la sede per approfondire questo aspetto che richiederebbe maggiore spazio e che rischierebbe di appesantire l’articolo.

Altro importante fattore nella scelta di un amplificatore è la valutazione della grandezza della sala in cui verrà messo a suonare. Un grosso ambiente avrà sicuramente bisogno di un amplificatore con una buona riserva di potenza. Al contrario in una piccola saletta si potrebbe tentare un’amplificazione di bassa potenza ma di più elevata qualità, magari una configurazione valvolare single ended.

Nella scelta c’è un ulteriore elemento di fascino per l’amatore. Si può optare senza dubbio per un amplificatore integrato che ha come caratteristica la presenza, in un singolo telaio, di tutti e due gli stadi di amplificazione.
In questo caso ci sarà un costo inferiore per l’eliminazione di un telaio, di un’alimentazione e del cavo di collegamento; inoltre si avrà maggiore facilità nel posizionamento. Insomma, meno grattacapi. Tuttavia l’appassionato è sempre alla ricerca di nuove combinazioni ed è spinto più facilmente all’acquisto di un doppio telaio; spesso opta per l’acquisto di un preamplificatore a valvole a cui abbinare uno stadio finale a transistor. Questa soluzione appare la più interessante perché coniuga la proverbiale morbidezza e liquidità del suono valvolare alla matericità e solidità del suono dello stato solido. Certamente l’abbinamento va fatto con oculatezza, provando la sinergia tra i due apparecchi nel proprio ambiente domestico.
Molti produttori hanno in catalogo coppie pre-finale già assortite; tuttavia questa soluzione riduce le possibilità di scelta al pari di quella di un integrato, anche se nessuno vieta in futuro la sostituzione di uno dei due elementi.

Consci del fatto che l’argomento non è esaurito e meriterebbe un approfondimento maggiore, si spera con questo articolo di aver fornito quantomeno alcuni elementi di riflessione.

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